giovedì 25 giugno 2009

calendario iniziative

CALENDARIO PROSSIME INIZIATIVE LUNA DISTRO:




RIPRENDIAMOCI I NOSTRI SPAZI! VIVIAMOCI LE
PIAZZE!!
LUNADISTRO – PROIEZIONI: .. sempre in P.zza Cure sotto alla loggia del mercato!












GIOVEDì 25 h 21.30





"Parole sante"di Ascanio Celestini con il collettivo precari


Atesia.
Roma.quattromila lavoratori precari attraversano 24 ore al giorno il portone di un'anonima palazzina.Una fabbrica di occupazione a tempo determinato.Tra di loro operatori telefonici hanno organizzato scioperi, manifestazioni, scritto un giornale, ma sono stati licenziati... Qualcuno poteva salvarsi e accettare un lavoro a 550 euro al mese, ma "noi non siamo mica il Titanic - dicono - non affonderemo cantando"









DOMENICA 28 GIUGNO h 21.30

"U stisso sangu. storie più a sud di Tunisi" di F.De Martino e S.Adernò

Saranno presenti i registi

Il film ripercorre le tappe fondamentali che, in maniera diversa, affrontano gli immigrati che approdano sulle coste siciliane : il viaggio, lo sbarco, la prima accoglienza, la ricerca della casa, il lavoro e l'integrazione. Le storie si incrociano e a volte si scontrano con quelle della nostra realtà: la guardia costiera che li recupera in mare, il medico che presta loro i primi soccorsi, il reporter che segue le loro vicende, l'imprenditore che li fa lavorare nei campi, il personale della comunità che li ospita, lo "sconosciuto" che assiste al rito di commemorazione di quelli che fra loro sono morti in mare




LUNEDì 29 GIUGNO h 21.30

CHASSEUR DE SKINS di M.A.Vecchione
Documentario che ricostruisce la storia dei gruppi antifascisti Red warriors, Ducky boys e Ruddy fox, che si sono opposti agli skinheads neonazisti nelle strade di Parigi durante gli anni 80. Introduce il film un compagno dell'osservatorio antifscista Maldestra che ne ha curato la traduzione in italiano.























giovedì 11 giugno 2009




Siamo tutti clandestini!". Gheddafi a La Sapienza, Onda e migranti lo contestano


DA INFOAUT


"Siamo tutti clandestini!", con questo grido gli studenti dell'Onda, i movimenti d'occupazione delle case e i migranti hanno accolto il leader libico Gheddafi per la sua visita a La Sapienza, università romana di nuovo teatro di "visite ed ospiti d'onore" dopo la sortita fallita di papa Ratzinger lo scorso anno.A partire dalle 10 di questa mattina diverse centinaia di persone (almeno 300) si sono trovate nel piazzale della Minerva dentro La Sapienza, per contestare la visita di Gheddafi e quello che lui oggi rappresenta nelle dinamiche di controllo e repressione dei flussi migratori in partenza dall'Africa subsahariana in direzione della Fortezza Europa. La sua visita è stata dichiarata irricevibile dall'Onda e dai migranti, che per questo hanno voluto protestare e rovinare il piano liscio che si preparava per l'accoglienza del leader libico: Sapienza (ma più in generale anche la città di Roma) militarizzata, caratterizzata dalla presenza di ingenti battaglioni di forze dell'ordine, da elicotteri che sorvolano di continuo in cielo, di transenne e "check-point" che delimitano gli accessi all'ateneo. La mobilitazione, come detto, ha focalizzato la sua attenzione nel ruolo che svolge la Libia come poliziotto della Fortezza Europa nel contenimento e repressione dei flussi dei migranti che scappano verso il vecchio continente in cerca di un futuro migliore e diverso da quello che li attende in patria."Berlusconi Gheddafi, mercanti di morte", questo riportava uno striscione portato dall'Onda, puntando il dito contro quel Trattato bilaterale di Bengasi stipulato da Italia e Libia che ha messo le basi per una congiunta attività repressiva tra i 2 paesi in tema di immigrazione. Libia alla quale sono ascrivibili anche gli immondi lager per migranti presenti sul suo territoro, non da meno l'Italia con i suoi Cie. A La Sapienza sono giunte per prime le auto con sopra i diplomatici al seguito della visita del presidente Gheddafi, alle quali i manifestanti hanno risposto, nonostante la distanza presente tra loro e il corteo di limousine, tentando di sfondare lo schieramento di carabinieri, lanciando gavettoni di vernice rossa, facendosi scudo con i gommoni. Le forze dell'ordine hanno distribuito manganellate, rinfoltendo le loro file e preparando più che altro l'arrivo del leader Gheddafi, arrivato poco più tardi, trovando ancora la contestazione ad attenderlo.Studenti, migranti, occupanti di case hanno quindi colto questo appuntamento per la contestazione delle politiche sui flussi migratori, che hanno dimostrato tutto il loro fallimento e la loro drammaticità in questi anni, indirizzando la loro rabbia nei confronti di un paese (la Libia) non esente da pesanti responsabilità in questo. L'Onda Anomala, ad un mese dalla straordinaria opposizione messa in campo contro il G8 University Summit di Torino, ha dimostrato ancora una volta la sua vivacità e determinazione, facendosi trovare ancora presente, arrivando anche dalla contestazione del G8 su sicurezza e immigrazione svoltasi sempre nella capitale qualche settimana fa.

stasera in piazza delle cure

Rastrellamenti, deportazioni attraverso container blindati, violenze, vendite di uomini e donne ai trafficanti, campi di concentramento o di lavoro forzato, in cui migranti in transito dalla Libia verso l'Europa rimangono imprigionati mesi, a volte anni, subendo violenze di ogni tipo. Ecco la politica per l'immigrazione della Libia, che l'Italia finanzia con ingenti somme di denaro, oltre a un certo quantitativo di sacchi neri per cadaveri. La politica osannata dai nostri tg in questi giorni di visita di Gheddafi, a cui verrà conferita perfino una laurea ad honorem.

STASERA ALLE 21 IN PIAZZA DELLE CURE, LA VERA STORIA DELLA POLITICA LIBICA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE E DELLA COMPLICITA' ITALIANA ED EUROPEA, RACCONTATA DAI SOPRAVISSUTI DEI LAGER NEL FILM "COME UN UOMO SULLA TERRA


LA REPRESSIONE è CIVILTà

Non abbiamo una gran voglia di parlare, ma ci sentiamo in dovere di farlo per far sì che non sia quella della questura l’unica versione circolante sullo sgombero di Luna Distro.Alle 3.00 circa di stamattina vediamo correre da metà piazza una decina di digossini verso l’entrata della casa occupata, proviamo a chiudere la porta (che era aperta in attesa che rientrassero in casa gli ultimi occupanti che si trovavano ancora in piazza) ma non ci riusciamo. A quel punto ci piombano in casa urlando “il gioco è finito”(il nostro “Clint Eastwood” della situazione è il funzionario Mazzei)con al seguito dieci digossini seguiti da un ingente numero di agenti in antisommossa. Fuori la piazza si riempie in pochi secondi di camionette. Alla fine i compagni/e denunciati/e sono 7: il reato contestato è solo quello di occupazione (art. 633 e connesso 639 bis).In piena notte e con un vero e proprio blitz la polizia decide di sgomberare senza alcunamotivazione sensata un’occupazione nata da poco più di un giorno. Non si capisce ancora se lo sgombero è stato chiesto dal comune o è stata un’iniziativa delle stesse forze dell’ordine dato che l’articolo 639bis autorizza d’ufficio la procedura per lo sgombero: ovvero non è necessaria l’ordinanza.Noi avevamo posto questioni sociali, abitative e politiche verso le quali non c’è stata nessuna volontà di ascolto.L’unica trattativa che è stata messa in piedi è stata quella dello stuolo di energumeni che stava nella piazza davanti allo stabile: non solo il funzionario la definiva “una trattativa” ma al contempo accusava gli occupanti di arroganza e poca disponibilità al dialogo.Questo è il metodo vigliacco adottato dal comune:negarsi come possibile interlocutore di fronte acoloro che affermano con la pratica la necessità di una riappropriazione degli spazi per un uso sociale.Noi quel posto lo stavamo restaurando e gli stavamo dando una direzione e il quartiere (in primis i commercianti del mercato) ci stava dando una risposta positiva.Noi riteniamo di avere motivi sufficienti per non fermarci, indipendentemente che l’ostacolo che si frappone fra noi e i nostri obiettivi si chiami Renzi, Galli o digos.Alla civiltà della repressione noi rispondiamo confermando le nostre iniziative:9 giugno,ore 19:30 resoconto dei fatti, ore 20:30 cena e a seguire proiezione del film in piazza delle cure davanti allo stabile.LUNADISTRO



L.un.a di.stro, come abbreviazione divertita de L’università del disastro, ambiente da cui noi tutti e tutte proveniamo e teatro della nascita di un nuovo protagonismo studentesco (l’Onda anomala) a cui abbiamo preso parte attiva.Ma anche università come luogo di formazione e autoformazione, in cui sperimentare e mettere in comune saperi, centro di controinformazione e resistenza rispetto al modello sociale dominante.Università strutturata sui valori di anitifascismo, antirazzismo e antisessismo che sono stati la base comune su cui ci siamo incontrati e uniti in questi mesi. Ciò che ci accomuna è la volontà di riappropiarci di spazi e saperi stando dentro le mura della città, centro di contraddizioni fondamentali del nostro tempo: in quanto studenti e studentesse sappiamo bene cosa siano le difficoltà abitative, il peso del carovita e l’insufficienza di un’università che diviene sempre più un “esamificio” tagliando ciecamente servizi e posti di lavoro. Viviamo in una città che diviene sempre più una mangiatoia per turisti, preda di speculatori edilizi, cinta in un carosello di piani strutturali, riqualificazioni lucrose e connivenze con Palazzo Vecchio. Ci vogliono consumatori passivi di merci e saperi, noi abbiamo deciso non accettare questo ruolo e avere un ruolo attivo in questa realtà. Occupare questo luogo il giorno delle elezioni non è casuale, in quanto conosciamo bene il ruolo dei soggetti che pretendono di rappresentarci e il paradosso di una scelta elettorale che è scelta fra possibilità del tutto identiche. Alla politica della rappresentanza noi vogliamo contrapporre la necessità/scelta di una politica dal basso fatta di autogestione, autonomia e presa diretta sul reale.Nella Firenze vetrina che spinge sempre più ai margini sia la cittadinanza sia coloro che praticano una politica di opposizione allo stato di cose vigente, noi ribadiamo l’esigenza di annidiarsi nel tessuto vivo dello spazio urbano: ci siamo rotti i coglioni di essere marginalità!
Nella Firenze “laboratorio sperimentale” delle politiche securitarie e anti-degrado degli ultimi anni, il vero degrado è lo stato di abbandono e di inaccessibilità in cui versano luoghi comunali (e quindi pubblici) ritenuti poco appetibili per le varie compagnie edilizie, mentre gli affitti schizzano alle stelle e l’emergenza abitativa diviene sempre più grave; l’ex acquedotto di piazza delle cure è l’esempio perfetto di tutto ciò: con questa occupazione vogliamo restituire alla città e al quartiere uno stabile inutilizzato da anni (prima che qualcuno ce lo restituisca sotto forma di “centro commerciale”) rendendolo uno spazio sociale e abitativo.In questo senso abbiamo deciso di creare una biblioteca autogestita/aula studio (insieme a chiunque vorrà dare il suo contributo) aperta fino a tarda notte,in cui condividere saperi e socialità, un bar popolare e comunque di rendere questo luogo uno spazio disposto a modellarsi sulle iniziative culturali e politiche che verranno dall’ “esterno”.In un momento in cui nelle università ci vengono sottratti sempre più spazi di agibilità politica e sociale, abbiamo deciso di rilanciare creando la nostra “università del disastro” in cui imparare e sperimentare pratiche di resistenza collettiva al disastro di questa società al collasso.
I saperi non hanno prezzo…per tutto il resto c’è l’autogestione
L.UN.A DI.STRO OCCUPATA